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Glossario

Rischio residuo

Il rischio residuo è la quota di rischio che permane dopo aver applicato tutte le misure di prevenzione e protezione ragionevolmente attuabili: va stimato nel DVR e gestito con misure complementari come DPI, procedure e informazione.

Il rischio residuo è il livello di rischio che rimane dopo che il datore di lavoro ha adottato le misure tecniche, organizzative e procedurali per eliminare o ridurre alla fonte i pericoli. Nessuna attività lavorativa è a rischio zero: quel che non si riesce a eliminare va reso accettabile e tenuto sotto controllo.

Dove nasce il concetto

Il riferimento è la gerarchia delle misure generali di tutela dell’art. 15: prima si elimina il rischio, poi lo si riduce alla fonte con soluzioni tecniche e organizzative, e solo per la parte non eliminabile si ricorre alle misure di protezione collettiva e, come ultima linea, ai DPI. Il rischio residuo è quindi ciò su cui agiscono le misure poste all’ultimo gradino di questa scala.

Come si gestisce nel DVR

Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro non si limita a fotografare i pericoli iniziali: deve descrivere le misure adottate e stimare il rischio che permane dopo la loro applicazione, programmando gli interventi di miglioramento nel tempo. Sul rischio residuo si giustifica, ad esempio, la scelta e la consegna dei dispositivi di protezione individuale, l’addestramento all’uso, le procedure operative e la segnaletica.

Un esempio concreto: in una carpenteria si sostituiscono le macchine con modelli dotati di ripari e si aspira la polvere alla fonte; il rumore che ancora supera i valori di azione costituisce rischio residuo e si affronta con otoprotettori, turnazione e sorveglianza sanitaria. Documentare bene questo passaggio è tra i modi più efficaci per evitare gli errori più comuni del DVR.

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