Glossario
Contravvenzione
La contravvenzione è il reato punito con arresto o ammenda: perché lo sono quasi tutte le violazioni del D.Lgs. 81/2008 e come la si estingue.
La contravvenzione è una delle due specie di reato previste dal codice penale (art. 39 c.p.), accanto al delitto. Si riconosce dalla pena: le contravvenzioni sono punite con l’arresto e con l’ammenda, da sole, in alternativa o congiunte, mentre i delitti sono puniti con reclusione e multa. Gran parte delle violazioni del D.Lgs. 81/2008 è costruita proprio come contravvenzione.
Nel linguaggio comune si chiama contravvenzione anche la multa stradale, che però è quasi sempre una sanzione amministrativa. Nella sicurezza sul lavoro la distinzione conta, perché cambia procedura ed effetti.
Contravvenzione, delitto, illecito amministrativo
| Delitto | Contravvenzione | Illecito amministrativo | |
|---|---|---|---|
| Pene | Reclusione, multa | Arresto, ammenda | Sanzione pecuniaria |
| Elemento soggettivo | Di regola il dolo; la colpa solo se prevista | Dolo o colpa indifferentemente (art. 42 c.p.) | Coscienza e volontà della condotta |
| Esempi in materia di sicurezza | Omicidio e lesioni colpose da infortunio (artt. 589 e 590 c.p.), rimozione dolosa di cautele (art. 437 c.p.) | Omessa valutazione dei rischi, mancata formazione, DPI non forniti | Alcune violazioni documentali e formali del Testo Unico |
| Chi decide | Giudice penale | Giudice penale, salvo estinzione con prescrizione | Autorità amministrativa |
Le conseguenze pratiche sono due. La contravvenzione è un vero reato: se non si estingue, si apre un procedimento penale contro la persona fisica (datore di lavoro, dirigente, preposto, medico competente). E, a differenza della sanzione amministrativa, non basta pagare: prima bisogna eliminare la violazione.
Come si estingue nella sicurezza sul lavoro
L’art. 301 del D.Lgs. 81/2008 applica alle contravvenzioni in materia di salute e sicurezza punite con la sola ammenda o con l’arresto alternativo all’ammenda il procedimento del D.Lgs. 758/1994. Le fasi sono queste.
- L’organo di vigilanza accerta la violazione e impartisce una prescrizione, fissando un termine per regolarizzare.
- Il trasgressore elimina la violazione nel termine assegnato.
- L’organo di vigilanza verifica l’adempimento e ammette il trasgressore al pagamento, entro trenta giorni, di una somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda prevista.
- Pagata la somma, la contravvenzione si estingue e il pubblico ministero chiede l’archiviazione.
Le contravvenzioni punite con il solo arresto restano fuori da questo meccanismo. Per esse l’art. 302 consente al giudice, a determinate condizioni, di sostituire la pena dell’arresto con una pena pecuniaria.
Esempio: in un’ispezione emerge che due lavoratori non hanno ricevuto la formazione obbligatoria. La violazione dell’art. 37 è una contravvenzione punita dall’art. 55 con l’arresto o, in alternativa, con l’ammenda. L’ispettore prescrive di formarli entro un termine; l’azienda eroga i corsi, trasmette gli attestati e paga un quarto del massimo dell’ammenda, nell’importo rivalutato vigente. Il reato si estingue senza processo.
Cosa sapere sui termini
Il reato contravvenzionale si prescrive, secondo l’art. 157 c.p., in tempi più brevi del delitto. Mentre è in corso il procedimento di prescrizione del D.Lgs. 758/1994, però, il procedimento penale resta sospeso: non c’è quindi da sperare che il tempo «chiuda» la vicenda. Se il termine assegnato dall’organo di vigilanza scade senza adempimento, il procedimento penale riprende davanti al pubblico ministero.
Le risposte operative al verbale sono nella guida su come rispondere al verbale di prescrizione; il quadro delle pene per figura è nella guida alle sanzioni per il datore di lavoro. Il testo degli articoli è consultabile su Normattiva.
Domande frequenti
Una contravvenzione estinta con la prescrizione resta sul casellario giudiziale?
No. Se il trasgressore adempie alla prescrizione nel termine e paga la somma prevista, il reato si estingue e il pubblico ministero chiede l'archiviazione: non c'è condanna, quindi nulla viene iscritto come tale nel casellario. Resta però traccia del procedimento negli atti dell'organo di vigilanza, che può tenerne conto in controlli successivi.
Il datore di lavoro risponde della contravvenzione anche se non sapeva di violare la norma?
In linea generale sì. Per le contravvenzioni il codice penale non richiede l'intenzione: basta la colpa, cioè negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di norme. Il datore che ignora un obbligo del Testo Unico è in colpa proprio perché era tenuto a conoscerlo, salvo casi eccezionali di ignoranza inevitabile.
Si può chiudere una contravvenzione di sicurezza con l'oblazione invece che con la prescrizione?
La via ordinaria per le contravvenzioni del Testo Unico punite con ammenda o con arresto alternativo all'ammenda è la prescrizione del D.Lgs. 758/1994, che richiede prima la regolarizzazione. Quando quel procedimento non si chiude, nel processo può essere valutata l'oblazione prevista dal codice penale, con condizioni e importi diversi.